MIELE MILLEFIORI
Il raccolto 2025
Un miele millefiori prodotto dalle nostre api sulle colline di Arcevia, nelle Marche, e smielato nell’agosto 2025.
Nasce dall’insieme dei nettari raccolti dalle api sulle diverse fioriture presenti nel territorio durante la stagione. Proprio per questo un millefiori non è un prodotto identico di anno in anno: cambiano le fioriture, cambia l’andamento stagionale e cambia, inevitabilmente, anche il miele.
Il nostro miele viene estratto dai favi per centrifugazione, lasciato decantare naturalmente e invasettato senza trattamenti termici. Questo raccolto non viene miscelato con mieli di altre annate.
Ogni raccolto racconta un luogo e una stagione.
Quando questo lotto finisce, finisce davvero.
Il raccolto successivo sarà diverso. Non migliore. Non peggiore. Diverso.
Dati del raccolto
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Codice lotto | L012025 |
| Annata | 2025 |
| Smielatura | Agosto 2025 |
| Umidità alla smielatura | 15,8% |
| Territorio di raccolta | Colline di Arcevia (AN), Marche |
| Tipologia | Miele millefiori |
| Origine | Italia |
| Fioriture | Flora spontanea e coltivata del territorio |
| Estrazione | Centrifugazione dei favi disopercolati |
| Lavorazione | Decantazione naturale · Nessun trattamento termico |
| Miscelazione | Non miscelato con mieli di altre annate |
| Disponibilità | Ultimi vasetti disponibili |
Profilo sensoriale
Colore
Ambrato chiaro.
Profumo
Floreale ed erbaceo, con richiami alla vegetazione e alle fioriture di campo.
Gusto
Dolce equilibrato e pulito, con sfumature vegetali e un finale leggermente fresco.
Consistenza e cristallizzazione
Naturalmente cristallizzato nel tempo, con cristalli di grana fine.
Il profilo sensoriale descrive questo specifico raccolto e può cambiare nelle annate successive.
L’annata 2025
La stagione 2025 è stata caratterizzata da un andamento meteorologico variabile.
Nelle Marche la primavera è risultata lievemente più calda della media climatica 1991–2020, con una temperatura media superiore di circa 0,6 °C. Anche le precipitazioni complessive primaverili sono state superiori alla media, ma distribuite in modo irregolare: marzo è stato particolarmente piovoso, aprile decisamente più asciutto e maggio nuovamente più piovoso della norma.
Questa alternanza ha accompagnato lo sviluppo delle diverse fioriture e l’attività delle colonie durante la stagione.
Il miele ottenuto rappresenta quindi il risultato di quello specifico territorio e di quella specifica annata: un millefiori dal profilo floreale ed erbaceo, equilibrato e riconoscibile.
Abbinamenti: Il consiglio dell’apicoltore
Per questo raccolto abbiamo scelto il Trombarolo, pecorino stagionato dei Monti Sibillini.
La sapidità e la struttura del formaggio creano un piacevole contrasto con la dolcezza del miele, mentre le sue sfumature floreali e vegetali accompagnano la persistenza del pecorino.
È adatto anche a formaggi stagionati, pane rustico e yogurt bianco, oppure semplicemente gustato da solo.
Formati
| Formato | Peso netto |
|---|---|
| Vasetto | 500 g |
| Vasetto | 1 kg |
Ultimi vasetti disponibili per il raccolto 2025.
Il miele, naturalmente
Il miele è la sostanza dolce naturale prodotta dalle api a partire dal nettare delle piante o da altre fonti vegetali previste dalla sua definizione.
È costituito principalmente da zuccheri naturalmente presenti, soprattutto fruttosio e glucosio, insieme ad acqua e a quantità minori di altre sostanze naturalmente presenti nel miele, tra cui acidi organici, enzimi, minerali e polline.
La sua composizione varia naturalmente in funzione dell’origine botanica, del territorio e della stagione.
Nel raccolto 2025 l’umidità misurata al momento della smielatura era del 15,8%.
Conservazione e cristallizzazione
Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce diretta e da fonti di calore.
La cristallizzazione è un fenomeno naturale del miele. Durante la conservazione il glucosio può formare cristalli e trasformare progressivamente il miele da fluido a cremoso o compatto.
La velocità e il tipo di cristallizzazione dipendono da diversi fattori, in particolare dalla composizione naturale degli zuccheri, dal contenuto d’acqua e dalla temperatura di conservazione.
La cristallizzazione non è un difetto e non compromette di per sé la qualità del miele.
Colore, consistenza, profumo e percezione aromatica possono inoltre evolvere naturalmente durante la conservazione.